Oslavia, piccola frazione di Gorizia sulle colline del Collio, ha vissuto lo scorso giovedì 10 giugno una giornata particolare ed importante.In un grande prato tra i vigneti del Lenzuolo Bianco, dove un tempo sorgeva il "centro" di Oslavia alta, poche case raccolte intorno ad un cortile e ad un pozzo completamente annientate dal furore della Prima Guerra Mondiale, si è svolto un convegno dal tema "La parte invisibile di un Vino".
Il Seminario Permanente Luigi Veronelli e la neonata Associazione Produttori Ribolla di Oslavia (che raccoglie le aziende Fiegl, Il Carpino, La Castellada, Primosic, Dario Princic e Radikon) hanno organizzato un incontro per raccontare uno straordinario terroir, che riunisce e fonde l'unicità del territorio di Oslavia, le peculiarità di un importante vitigno autoctono qual è la Ribolla e, infine, la sensibilità, l'esperienza ed il vissuto degli uomini e dei vignaioli di questa terra.
Al tavolo dei relatori si sono succeduti il direttore del Seminario Veronelli, Gigi Brozzoni, che ha svolto il ruolo di moderatore; i professori Sergio Tavano e Hans Fitzmüller, che hanno narrato la storia dei luoghi e della Ribolla Gialla; Claudio Fabbro, enologo e giornalista, che ha ripercorso le vicende della Ribolla e del suo vino, raccontando la sua evoluzione in particolare all'interno della Doc Collio; il pedologo Francesco Lizio Bruno, che ha spiegato la composizione dei suoli di Oslavia e l'eccezionalità della "ponca", il terreno formato di marne e arenarie eoceniche tipiche di questa zona; Alessandro Zanutta, tecnico agronomo del Consorzio Collio, che ha descritto le interazioni tra la Ribolla e l'ambiente, soffermandosi sulle particolari esigenze del vitigno; ed infine alcuni produttori di Oslavia, i quali hanno fatto gli onori di casa, comunicando tutta la passione per un vino che intendono veramente come miglior interprete e simbolo del loro piccolo territorio.
La manifestazione ha raccolto un notevole successo, ben al di là delle più rosee aspettative, e non solo per l'alto livello di competenza dimostrato e per il grande interesse suscitato dai contributi dei diversi relatori, o per il qualificato parterre di ospiti intervenuti, che ha riunito appassionati, giornalisti ed addetti ai lavori, oltre ad importanti autorità comunali, provinciali e regionali. Ciò che ha suscitato forse la maggior soddisfazione negli organizzatori, infatti, è stata la grande partecipazione all'evento da parte della gente di Oslavia, delle persone che con le vigne ed i vini di Ribolla convivono da sempre e che ne costituiscono probabilmente l'anima più profonda.
Il convegno si è, così, lentamente allargato, ha preso vigore e intensità fino a risolversi in un inusuale banco d'assaggio che, in realtà, del canonico banco d'assaggio aveva ben poco; si è trattato più che altro di una gioiosa festa di paese, con prosciutto, salame ed altre semplici pietanze offerti a tutti in abbondanza, accompagnati da chiacchiere, allegre risate e, naturalmente, dalle Ribolla dei produttori di Oslavia, sei diverse interpretazioni di uno stesso vitigno che ne dimostrano la grande potenzialità e versatilità, ma tutte accomunate da un sapido e vibrante
Ecco, dunque, che l'incontro di giovedì sera ha raggiunto il suo scopo più profondo, quello di rendere palese e manifesto il vero senso del terroir, ossia "la parte invisibile di un Vino", tutto quell'insieme di storie, sentimenti ed emozioni che ne rappresentano l'autentica ricchezza; una parte che, poi, proprio così invisibile non è, perché, se si guarda con gli occhi e l'animo giusti, sta sempre lì, ben chiara ed evidente, che ammicca complice in fondo al calice di ogni autentico vino di terroir.
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